COMUNICATO STAMPA FERROVIA ACQUI TERME – GENOVA

Con la presente intende intervenire a proposito della vicenda opportunamente sollevata anche dal Comitato Difesa Trasporti valli Stura ed Orba circa la sospensione dell’esercizio viaggiatori sul tratto ferroviario Ovada – Genova per cinque settimane estive nell’orario 2017 e con la previsione di analoga sospensione per quattro mesi nell’estate 2018.

Attraverso la collaborazione di associati in loco e del Comitato Treno Alpi Liguri stiamo focalizzando l’attenzione anche alle linee di valico fra Piemonte e Liguria e non intendiamo trascurare gli importanti nodi di Acqui Terme e Ovada, il primo sottoutilizzato e il secondo ridotto a stazione passante, nelle nostre proposte all’Amministrazione Regionale piemontese attraverso la sua Agenzia per la Mobilità.

All’inizio del mese di luglio abbiamo partecipato ad un incontro a Torino con l’Agenzia per la Mobilità Piemontese sollevando il problema della chiusura estiva delle linee Asti – Acqui Terme e Ovada – Genova: in quel contesto abbiamo manifestato la preoccupazione per l’adozione di provvedimenti molto penalizzanti della mobilità sostenibile in un periodo in cui la domanda di mobilità fra le regioni Piemonte e Liguria è molto alta e osmotica fra i territori. Abbiamo esposto, in quel contesto, una proposta di riduzione al minimo della chiusura della linea piemontese e proposte per coordinare l’esercizio fra le linee Asti-Nizza Monferrato-Acqui Terme e Acqui Terme-Ovada-Genova, aspetto che la logica del mobility management imporrebbe sempre.

Le risposte avute sono state di interesse per quanto concerne la Asti – Acqui Terme, seppure con un momentaneo rifiuto per ragioni di budget, delle proposte di servizio ridotto festivo elaborate e di disinteresse per quanto concerne la linea Acqui Terme – Ovada – Genova in quanto non di competenza rivelando un deficit strutturale dell’attuale sistema di gestione delle linee di valico.

La totale assenza di coordinamento fra le due regioni in merito alla tratta Asti – Acqui – Genova è stata anche dimostrata dalle chiusure delle linee sfalsate temporalmente, e, in epoca di esercizio, dalla mancanza di rispetto delle coincidenze nello scalo acquese che dovrebbe agevolarle nell’interesse di tutti, in considerazione delle infrastrutture esistenti ( i treni non si aspettano nemmeno per pochi minuti e sono programmati in arrivo e in partenza su binari che non condividono il marciapiede, rendendo i cinque minuti di scarto ora previsti difficilmente fruibili, vuoi per piccoli ritardi vuoi per l’affollamento delle stesse strette scale del sottopassaggio dello scalo acquese) e dalla stessa formulazione dell’orario che prevede una pausa nel cadenzamento negli stessi orari per le due linee (10 e 15) facendo di fatto saltare le possibili coincidenze ad Acqui per una fascia oraria ben più lunga.

La soluzione adottata dalla Regione Liguria della “navetta” Acqui Terme – Ovada con in coincidenza i complicati autoservizi sostituivi differenziati Ovada – Genova è assai discutibile sia dal punto di vista dell’efficacia sia della stessa logica di esercizio.

Un piccolo esempio: nel mese di agosto che si va a concludere, periodo in cui moltissimi liguri riempiono le loro case di campagna piemontesi e moltissimi piemontesi cercano refrigerio e distrazione sulla costa ligure un viaggiatore tipo che dalla stazione di Nizza Monferrato avesse voluto raggiungere il capoluogo ligure avrebbe dovuto sobbarcarsi un viaggio in autobus per le colline, molto panoramico, ma assai lento dovendo il pesante mezzo inerpicarsi per stradine e “scollinare” ben tre volte, giunto ad Acqui Terme, dopo un’attesa media di circa mezz’ora, avrebbe dovuto imbarcarsi su un lungo treno che in pochi minuti lo avrebbe scaricato ad Ovada, dove ad attenderlo avrebbe trovato dei pullman che avrebbero raggiunto Genova attraverso percorsi diversi e quindi con la necessità di prestare attenzione per imbarcarsi sul bus corretto per non dover passare un’altra abbondante ora in panoramiche strade appenniniche.

Difficilmente una simile prospettiva di mobilità sostenibile può avere successo e ragionevolmente infatti i bus sostitutivi non hanno registrato alcun gradimento, d’altra parte il problema della chiusura estiva della linea del Turchino ha una dimensione assai maggiore del disagio, inopportuno e disdicevole, alle fasce pendolari, in quanto indebolisce nel periodo caratterizzato dai flussi di viaggiatori più intensi fra Piemonte e Liguria l’offerta di mobilità sostenibile.

Nel contesto del perenne sovraffollamento della linea Torino – Savona, del non adeguato sfruttamento della linea Alessandria – Acqui Terme – Savona (seppure sia una delle poche linee regionali piemontesi al di fuori del nodo di Torino efficienti disponendo di cadenzamento e servizio festivo), della perdurante sospensione della linea Alessandria – Ovada le cui proposte di riattivazione sono evaporate nella calura estiva, si è inserita di prepotenza la chiusura per addirittura cinque settimane del tratto Ovada – Genova della linea Acqui Terme – Genova e di quasi quattro della Asti – Acqui Terme.

Nel secondo caso alcuni lavori sono stati fatti, nel primo si tratta di un adeguamento dell’esercizio alla disponibilità di spesa della Regione Liguria, la linea, infatti, sta vedendo il transito di treni merci rivelando la sua efficienza infrastrutturale, a tal proposito è opportuno sottolineare che l’uso delle linee complementari per il transito di treni merci è da considerarsi un fatto molto positivo perché rassicura sul mantenimento in efficienza della linea e aumenta l’offerta di trasporto sostenibile alla logistica che, in caso contrario, si rivolgerebbe al pernicioso trasporto stradale pesante.

Resta un problema molto impattante sulla mobilità determinato dall’attuale inefficace sistema di gestione delle linee cosiddette di frontiera, ovvero quelle, come la Acqui Terme – Genova, dove l’interesse politico dell’ente gestore è elettoralmente modesto, ma le risorse necessarie non minime e dove la competenza territoriale diviene impedimento e scusa dell’ente ospitante l’infrastruttura che serve, comunque, anche e in maniera importante i suoi cittadini.

La Acqui-Genova è un riferimento fondamentale per la Valle Stura e l’ovadese, da sempre molto legati culturalmente e commercialmente a Genova, motivo che rende tale linea “ligure” a tutti gli effetti.

Associazione Ferrovie Piemontesi ritiene fondamentale che la gestione di queste linee indispensabili ai territori che attraversano e uniscono in maniera insostituibile sia congiunta fra le regioni interessate, ritiene altresi’ che una messa in comune delle risorse e una gestione coordinata possa ridurre la spesa complessiva e fornire una offerta di mobilità sostenibile più ampia: insieme a una gestione coordinata della linea lenta dei Giovi (Alessandria – Arquata Scrivia – Busalla – Genova), una rimodulazione dell’offerta della linea Acqui Terme – Genova estiva che venga incontro alle esigenze di bilancio della Regione Liguria è senz’altro possibile evitando l’attuale consolidata configurazione di sospensione di due terzi dell’esercizio ferroviario nel periodo estivo, come è di interesse nazionale e non regionale che le ferrovie di valico come quelle dei Giovi e non per ultima quella del Turchino vengano messe nelle condizioni di fornire il massimo servizio specie nei momenti di maggiore domanda di mobilità fra una parte e l’altra dell’Appennino, essendo altresi’ imprescindibile spostare la quota maggiore possibile di mobilità dalla gomma al ferro in ottemperanza ai protocolli internazionali di salvaguardia del pianeta, del paesaggio e nell’ottica della riduzione dei costi sociali e ambientali enormi determinati dal traffico stradale.

Angelo Marinoni

Vicepresidente

Associazione Ferrovie Piemontesi

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